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Maria e la strage degli innocenti

Una preghiera a Maria; una riflessione che nasce dal brano evangelico noto come “la strage degli innocenti” attuata da Erode e descritta da Matteo.

Maria,
tu sei la madre di quella bambina
che muore a causa della guerra;
tu sei la sorella maggiore che sul barcone,
mentre attraversa il mediterraneo, 
abbraccia forte un bambino impaurito
ma pieno di speranza per un futuro migliore;
tu sei la levatrice che accoglie tra le mani
quel neonato destinato a morire di fame dopo pochi giorni;
tu sei colei che ci guarda negli occhi
e ci domanda come può Erode,
dopo duemila anni,
continuare ad uccidere.


Mt 2,13-18 

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.