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Venerdì, sabato, domenica

Una preghiera per il triduo pasquale.
Una preghiera davanti alla croce, davanti alla tomba di Gesù, davanti al sepolcro vuoto.

Davanti ai miei occhi ho la tua croce,
no, davanti ai miei occhi ho te crocifisso.
Stai morendo,
sei morto,
no, sento un ultimo respiro
un esile
ma carico, soffio di vita
lo stesso soffio, la stessa rȗah che come una chioccia
covava sul mondo quando tutto ebbe inizio;
la stessa forza, energia che ci tiene in vita
e che da noi risgorga per generare altra vita.

Davanti ai miei occhi ho una tomba chiusa,
con dentro un cadavere inerme.
Nel mio cuore ho la tristezza e la delusione
partorite dalla drammaticità dell’evento.
Poco prima c’era la vita,
poi è arrivato il taglio netto della morte, ma dopo?
Se la morte è quella che interrompe la vita,
il contrario della vita, cos’è?

Davanti ai miei occhi ho una donna
che mi sta raccontando una storia incredibile:
la tomba è stata aperta e risulta vuota.
Tutto quello che ci lasci non è un corpo
che giorno dopo giorno si decompone,
ciò che ci lasci è una vita che ha mostrato l’amore
che genera il mondo, un amore capace di farci sentire accolti,
che ci rende sorelle e fratelli, che ci allontana il dolore,
che ci dona la gioia, che si offre fino alla morte.
Che ci rende la croce più leggera e ci fa scappare
dall’isolamento del sepolcro.

Amen.

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